Dipartimento politiche antidroga
 

Ti trovi in: Home : Comunicazione : Comunicati :

Semestre europeo: riunione coordinatori nazionali sulla droga. I Paesi europei riuniti a Roma per una strategia più efficace sulle dipendenze

14 novembre 2014

Si è conclusa questa mattina a Roma, presso la Scuola Superiore di Polizia, la due giorni dedicata alla Riunione dei Coordinatori nazionali sulla droga, indetta dal Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in collaborazione con la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga del Ministero dell'Interno.

L'evento, previsto all'interno delle attività del semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell'Unione Europea in materia di dipendenze, è stato presieduto dal Direttore della D.C.S.A, Generale di Divisione dell'Arma dei Carabinieri Sabino Cavaliere, e dal Consigliere Patrizia De Rose, Direttore Generale della della PCM, a capo dell'Ufficio Tecnico Scientifico e Affari Generali del Dipartimento Politiche Antidroga. I lavori sono stati finalizzati all'esame degli strumenti giuridici predisposti dal diritto internazionale ai fini della repressione del traffico illecito di droga via mare. Il Direttore della D.C.S.A., nel corso del suo intervento, ha ribadito che questa sessione di lavori intende fondere i dettami dottrinali e giurisprudenziali con quelli operativi, con particolare attenzione alla normativa internazionale comunitaria e a quella nazionale. La scelta del tema del convegno scaturisce anche dalla portata dei sequestri via mare, basti pensare che quelli effettuati nell'ultimo quinquennio ammontano ad oltre il 53% sul totale. In termini numerici  sono state rintracciate ben 180 tonnellate in mare rispetto alle 333 tonnellate dell'intero territorio nazionale. Il Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza con funzioni vicarie, Prefetto Alessandro Marangoni, nel messaggio di saluto, ha espresso fra l'altro la convinzione che ogni Stato "non cammina da solo ma deve farlo con gli altri Paesi" perché quando un traffico come quello della droga eccede e opprime la società civile, le azioni di contrasto e prevenzione non possono che essere demandate alle Forze di polizia nazionali ed estere.

I rappresentanti del mondo accademico e giudiziario unitamente a quelli delle componenti operative, dopo un'attenta panoramica sulla dinamica del narcotraffico via mare in Italia, hanno posto l'accento sulle opportunità offerte dalla Convenzione delle Nazioni Unite di Vienna dell'88 e dall'Accordo di Strasburgo del Consiglio d'Europa del '95. Hanno altresì analizzato le norme contenute nel disegno di legge di ratifica del predetto Accordo (approvato dal Governo italiano il 30 settembre ultimo scorso e in procinto di avviare il suo iter nelle sedi parlamentari). Ha inoltre sensibilizzato i partner comunitari sulla opportunità di un recepimento di tali dettami nei rispettivi ordinamenti nazionali, al fine di rendere più incisiva e tempestiva l'azione di contrasto di ogni Stato membro.

Inoltre, gli interventi di qualificati esperti di settore, quali i rappresentanti di Europol e del MAOC-N (The Maritime Analysis and Operations Centre - Narcotics) di Lisbona, hanno consentito l'approfondimento sulle possibili strategie investigative da adottare a livello europeo nel contrasto al narcotraffico via mare, e sull'analisi maturata sul campo dalle Forze di polizia nazionali.

Il Generale Cavaliere ha concluso il suo intervento sottolineando la valenza  della promozione di forme collaborative, anche e soprattutto sul piano giuridico con quei Paesi terzi le cui navi sono sospettate di traffico illecito. Infine, ha auspicato che si faccia sistema per attuare una sempre più coesa strategia europea di prevenzione e contrasto nei confronti di queste problematiche dalla portata così imponente.

Piede pagina